Continua il viaggio del Comitato Antimafia “Livatino Saetta” nelle scuole della provincia etnea: un'iniziativa di grande importanza, delle lezioni di legalità tenute dall'avvocato Corrado Labisi negli istituti della provincia di Catania.

Un' importante testimonianza di legalità arriva da Corrado Labisi, presidente dell’Istituto Medico Psicopedagogico “Lucia Mangano” di Sant’Agata Li Battiati, struttura d’eccellenza, accreditata presso il Parlamento Europeo.

Figlio di Antonietta Azzaro Labisi, fondatrice dell’Istituto e antesignana della lotta alla mafia, ha parlato con ammirazione della madre, una donna attenta ai bisogni della gente, da sempre pronta a donarsi a favore dei meno fortunati. Soprattutto nel quartiere di San Cristoforo, Antonietta Azzaro Labisi per diversi anni aveva operato per portare assistenza ai piccoli e agli anziani, rappresentando un modello da seguire per numerosi bambini e soggetti svantaggiati che, a vario livello, hanno potuto contare sul suo sostegno incondizionato, generoso, spontaneo, pieno d’affetto e di socialità. Una figura carismatica quella della Labisi per la quale il Comitato Antimafia Livatino Saetta consegnerà all’arcivescovo di Catania la richiesta per avviare un processo di beatificazione. 

“E’ necessario lavorare sulla prevenzione – ha spiegato durante i suoi incontri con i ragazzi l'avvocato Labisi – educare i ragazzi al concetto di legalità, per questo siamo qui oggi. Servono centri di aggregazione nei quartieri, per togliere i giovani dalla strada, questo mia mamma l’aveva capito già nel 1958, ma da allora nulla è cambiato. La speranza per la Sicilia siete voi, alzate la testa, e non abbiate paura di andare contro corrente. I grandi esempi della nostra terra che non vogliamo dimenticare, vi siano di esempio per cambiare il mondo. Il futuro vi appartiene. Siamo il mare nostrum la culla del mediterraneo, sono certo che se la mafia non è ancora stata sconfitta, la colpa è della politica. La politica è la vera mafia, che abbandona a se stesse la magistratura e le forze dell’ordine”.

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